Honda CBR 250RR, piccola peste

Agli stand del Tokyo Motorcycle Show 2018, tra le tante novità c’era anche lei, la Honda CBR250RR, una pungente sportiva a cui non manca nulla per poter essere leader nel settore delle piccole. In Giappone è già realtà (ed è in vendita a circa 5.800 euro) ma attualmente non è prevista l’importazione in Europa, anche se Honda latita in questo segmento che oggi è ricco di novità. Ma domani, chissà…

Due piccoli cilindri

BBKKZHZ

Cuore della piccola Honda CBR250RR è un bicilindrico in linea da circa 249 cc, 4 valvole per cilindro DOHC, raffreddamento a liquido, capace di 38 cv a 12.500 giri (!) e 23 Nm, per soli 26,7 km/l nel ciclo medio WMTC. Gli ingegneri giapponesi avevano le idee chiare su ciò che cercavano: renderlo compatto, tecnologicamente avanzato e dalla potenza specifica elevata. Obiettivi raggiunti attraverso soluzioni non banali, come la pompa dell’acqua che sfrutta il moto dell’albero a camme ed è posizionata nella testa del cilindro (come sulla RC213V, tanto per dirne una), l’acceleratore TBW (Throttle By Wire, che permette la selezione di tre diverse mappature: Comfort, Sport e Sport+), l’airbox posizionato in alto rispetto al motore e che permette di avere una bassa temperatura del flusso, lo scarico 2-1-2… Insomma con la piccola CBR250RR si è lavorato in grande.

Scheletro portante

BBKKOsE

La struttura principale della Honda CBR250RR è un traliccio in acciaio a diamante che abbraccia il piccolo motore. Ha quote estremamente compatte: cannotto inclinato di 24,3°, avancorsa di appena 92 mm, interasse 1.390 mm. Il peso è di 165 kg con il pieno. Le sospensioni comprendono una forcella a steli rovesciati Showa e un mono incernierato al forcellone – in alluminio – con schema Pro Link (a leveraggio progressivo). Completa il pacchetto l’estetica ricercata, con la sezione frontale estremamente aerodinamica e la fanaleria full LED. È disponibile anche in versione ABS e per sottolineare le sue intenzioni bellicose è stato pensato un kit dedicato ai pistaioli, che prevede pompa freno radiale, cerchi alleggeriti, gomme slick, regolazioni per la forcella e scarico Akrapovic.

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lo SPORT

Leggi anche L’importanza delle buone abitudini

L’attività fisica è fondamentale per la buona salute della schiena, perché in questo modo si rinforzano i muscoli che hanno il compito di sorreggere la colonna e devono, quindi, avere una buona flessibilità ed elasticità. Non solo. Lo sport ha una grande valenza preventiva sia per evitare che compaia il mal di schiena sia per mantenere i risultati che si ottengono dopo le cure, le manipolazioni e le terapie per alleviare i dolori localizzati. Più sport e movimento si riesce a fare, meno si soffrirà di cervicalgia e lombalgia, con un’unica accortezza: non praticare attività fisica o fare sforzi durante la fase acuta del mal di schiena, perché potrebbe peggiorare, vanificando le cure e cronicizzandolo.

Quale scegliere?

L’esercizio fisico ideale per mantenere la schiena in forma deve comprendere lo stretching, il lavoro aerobico e il rinforzo muscolare.

  • qualsiasi sport va bene, l’importante è che non si esageri con gli sforzi o con i sollevamenti di pesi eccessivi: quindi se si scelgono attività come il body building, il canottaggio o il golf è sempre neccessario un lavoro di preparazione atletica prima di iniziare;
  • lo stesso vale per tutte le discipline nelle quali la schiena subisce molti contraccolpi come il ciclismo, il tennis e le attività in cui si salta. Ciò che, però, va sottolineato è che qualsiasi attività fisica deve essere fatta con continuità e a cadenza regolare: non serve a nulla esercitarsi per una settimana tutti i igiorni e poi interrompere per un mese.

stretching

Prima di decidere valutare con l’istruttore

Se si opta per un allenamento in palestra e si soffre di mal di schiena è sempre meglio mettere al corrente il personal trainer del proprio disturbo.

  • in questo modo potrà mettere a punto una scheda personale, che escluda alcuni esercizi, come per esempio gli squat e il sollevamento dei pesi con il bilancere, e che prediliga lo stretching e le torsioni, oltre a tutti i movimenti che sciolgono la muscolatura e rafforzano le fasce addominali e dorsali;
  • per quanto riguarda i corsi sarebbe meglio evitare quelli in cui si salta (come lo step), perché si sottopone la schiena a continui contraccolpi. In questo caso un’eccezione potrebbe essere rappresentata dai tappeti elastici, che attutiscono l’impatto quando si atterra.

Il nuoto è l’attività ideale

Si tratta dell’unico sport che si fa in orizzontale e immersi nell’acqua: questo fa si che non si sottoponga il corpo al peso della testa e non si sovraccarichi la colonna. Inoltre, non si subiscono traumi o colpi e per questo è sicuramente l’attività ideale per chi ha mal di schiena.

Quale stile scegliere

Il dorso è ottimo per la lombalgia, ma non va particolarmente bene per l’ipercifosi (dorso curvo), metre lo stile libero è il migliore per ogni tipo di dolore, a meno che non si soffra di cervicalgia acuta.

  • lo stesso vale per la rana, che non è indicata se il problema riguarda collo e spalle, perché costringe a mantenere sollevata la testa e il collo in tensione.

Lo yoga scioglie le tensioni

Questa disciplina è un vero toccasana per la schiena sia da un punto di vista fisico sia mentale. Infatti, grazie alle numerose posizioni (asana) che si assumono, si riescono a scogliere le tensioni, si rafforza tutta la muscolatura e, in particolare, quella addominale, che è fondamentale per sorreggere la schiena e la testa nel modo corretto, evitando vizi di postura.

  • inoltre, lo yoga non si occupa soltanto del corpo, ma aiuta anche a tenere sotto controllo l’ansia e lo stress, due cause frequenti dei dolori all’altezza delle spalle e del collo;
  • tutto il lavoro fisico che si fa durante la lezione altro non è che uno strumento per raggiungere il rilassamento. Quest’ultimo costituisce gli ultimi 10-15 minuti della lezione e si effettua stando sdraiati per terra con gli occhi chiusi, mentre la voce dell’insegnante guida gli allievi in una meditazione, che consente di concentrarsi sul respiro lasciando da parte le preoccupazioni.

Ci sono moltissimi tipi di yoga e ognuno può scegliere quello che preferisce in base alla propria sensibilità e soprattutto all’affinità che ha con l’insegnante. Chiunque può praticarlo, indipendentemente dell’età e dalla forma fisica, ed è consigliato anche in gravidanza, periodo durante il quale può essere svolto modificando leggermente alcune posizioni.

Leggi anche Lo yoga della casa

lo yoga

Il Pilates, per migliorare la postura

Un’altra disciplina che viene consigliata dalla maggior parte dei medici a chi soffre di dolori alla schiena è il Pilates.

  • questo metodo nasce  proprio per migliorare la fluidità dei movimenti di tutto il corpo, prevenire e ridurre eventuali dolori fisici, allineare la colonna vertrebrale, migliorare la postura e rafforzare il centro del corpo (addominali, cosce, muscoli lombari e glutei) in modo tale da sorreggere al meglio la schiena;
  • il metodo tradizionale si avvale di appositi macchinari che, attraverso una serie di molle più o meno resistenti, aiutano a eseguire gli esercizi mantenendo sempre la postura corretta, ma si può svolgere anche a terra (mat work) utilizzando materassini, palle ed elastici.

Anche una camminata aiuta

La camminata è un’ottima soluzione per fare una leggera attività aerobica: l’importante è che si svolga in pianura, evitando quindi le psseggiate in montagna e le salite e che ci si regoli in base al proprio stato di allenamento.

  • ci vogliono soltanto 30 minuti al giorno per rendere più forti le ossa oltre ad abbassare i livelli di colesterolo, contrastare il diabete e mantenersi in linea;
  • non solo, sempre nel’ottica di contrastare lo stress come una delle cause del dolore alla schiena, camminare può avere effetti positivi anche sulla mente,
  • basta concentrarsi sul respiro e seguire la filosofia del “deep walking”, una tecnica che coniuga i benefici del camminare con la meditazione. Tutti possono cimentarsi in questa disciplina, perché basta scegliere un bel posto (possibilmente a contatto con la natura) e camminare.
  • l’obbiettivo è quello di cercare di isolarsi da tutto il resto e arrivare a non sentire nient’altro che i nostri pensieri. Come fare? Innanzitutto, imparando a non correre, ma a fare passi lunghi, lenti e sincronizzati con il proprio respiro.
  • è anche importante “svalorizzare” il senso della vista, guardare il meno possibile intorno, e tenere lo sguardo fisso nel vuoto, cosi da usare tutti gli altri sensi.

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YouPol per non voltarsi dall’altra parte

Non giriamoci d’altra parte, facendo finta che è tutto a posto..!!

Gianluca Santoni Investigazioni

La tecnologia si mette a disposizione della società e nasce “ YouPol” una App ideata dalla polizia postale.

Per sconfiggere il bullismo e lo spaccio di droga.

Dal novembre scorso, è stato sperimentato a Catania, Milano e Roma con circa 300 segnalazioni.

Usarla è facilissimo basta scaricare l’applicazione sugli smarphone, e si può segnalare in qualsiasi momento anche in maniera anonima.

Può essere utilizzata anche dalle vittime stesse.

Grazie alla geolocalizzazione, che sfrutta il segnale Gps del telefono, le prove raccolte saranno automaticamente smistate. Le questure competenti per quel determinato territorio prenderanno immediatamente in carico il caso, cercando d’intervenire il prima possibile. Per la lotta al bullismo ogni materiale è utile, non solo video, ma anche segnalazioni scritte. Ad esempio, in caso di cyberbullismo, è utile inviare il link del sito incriminato o i post oggetto di molestie.

I giovani sono sempre più predisposti verso il verso web , dove si rivolgono in…

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L’importanza delle buone abitudini

La prima cura del mal di schina , cosi come di molte altre malattie, è la prevenzione. I problemi principali nascono dal fatto che la maggior parte delle persone assume una postura scoretta, spesso in maniera continuativa. Mantenere in flessione anteriore, sollevare pesi piegandosi in avanti e stare seduti per ore in posizioni anomale, sono tutti fattori che possono condurre al mal di schiena, in particolare se ripetuti a lungo.

Soffrono maggiormente di lombalgia i lavoratori che passano molte ore in macchina, seduti alla scrivania, oppure costretti a stare piegati in avanti per diverse ore. Anche i lavori domestici ( stirare a lungo piegati in avanti, fare giardinaggio) sono a rischio per la schiena.

Le giuste posizioni

L’atteggiamento coretto da mantenere è sempre lo stesso, da applicare nelle varie situazioni: se si sta in piedi, seduti alla scrivania o davanti alla televisione, in macchina o in moto. Ecco come, a seconda di quello che si sta facendo, mantenere la giusta postura ed evitare la comparsa del mal di schiena.

Alla scrivania in ufficio

In questo caso, ci sono molti aspetti da valutare. In linea massima, la schiena deve essere appoggiata allo schienale, i piedi devono essere appoggiati al pavimento, tra coscia e gamba dovrebbe formarsi un angolo di 90°, le spalle devono essere rilassate e i gomiti appoggiati alla scrivania. Per quanto riguarda gli strumenti utilizzati al lavoro, come tavolo, sedie e computer, ci sono comunque regole ben precise.

Il tavolo da lavoro

Deve essere tendenzialmente alto in rapporto all’individuo, cosi da mantenere, con l’avambraccio appoggiato, la spalla leggermente rialzata.

La tastiera

Deve restare separata dallo schermo, in modo da poter essere spostata finché si è trovata la posizione giusta per le braccia e i polsi. Lo schermo, invece, rispetto a chi lo usa, dovrebbe essere posizionato a una distanza tra i 35 e i 60 centrimetri.

  • è importante che la posizione della testa e lo sguardo siano indirizzate verso la linea dell’orizzonte, quindi esattamente davanti agli occhi. In altre parole, è la posizione del capo a regolare la postura del tronco.

tastiera

La sedia

E meglio sceglierla regolabile in altezza. Anche lo schienale deve avere un’inclinazione regolabile e un minimo di imbottitura.

  • la sedia, inoltre, dovrebbe essere girevole per evitare possibili dannose torsioni della colonna vertebrale.

Ogni due ore -una piccola pausa-

E importante fare delle pause, sopratutto se si passano molte ore di fila seduti alla scrivania o davanti al computer. Si può fare una “passeggiata” per prendere un caffè o per parlare con un collega, oppure usare la pausa per fare semplici esercizi decontratturanti. La legge 626/94 stabilisce che, in assenza di disposizioni sull’interruzione dell’attività previste dal contratto, il lavoratore ha diritto a una pausa di 15 minuti ogni due ore passate seduto davanti al pc.

ufficio

Nelle azioni quotidiane

Forse non tutti pensano che per prevenire la comparsa del mal di schiena, o una sua ricaduta, sia necessario fare attenzione anche ai piccoli gesti quotidiani come cucinare o vestirsi.

In cucina

Lavare i piatti, prendere gli alimenti della dispensa o dal frigorifero, sollevare una pentola piena che era sul fuoco. Sono gesti comuni che si ripetono più volte al giorno quando si lavora in una cucina. Ma chi fa attenzione a come si compiono?

  • per tutti vale sempre la regola di piegare le gambe quando ci si abbassa e di evitare di allungarsi per prendere qualcosa che si trova nei ripiani più alti.
  • in caso di azioni che richiedono una posizione statica e prolungata nel tempo, come stirare o lavare i piatti, è bene munirsi di un ripiano dove poter appoggiare un piede.

Vestirsi

Chi è abituato a vestirsi al volo poco prima di uscire di casa, farebbe bene a cambiare abitudine. Indossare intimo o pantaloni in piedi e di fretta significa avere un equilibrio molto instabile e creare potenziali danni alla schiena.

  • meglio sedersi a fare con calma. Anche mettere le scarpe andrebbe fatto da seduti e mai piegati in avanti o in piedi sollevando il piede.

Dormire

Come si deve dormire per non danneggiare la schiena? Non vi è imposta una posizione ideale, anche se la meno favorevole, in linea generale, è quella prona (disteso sul ventre).

  • anche per il cuscino non vi sono prescrizioni assolute e vale il concetto che il collo deve essere rilassato, quindi ben appoggiato.
  • la scelta del materasso non è secondaria se si parla di prevenzione del mal di schiena. Tendenzialmente, deve essere piuttosto rigido, meglio se a molle singole, ovvero impacchettate singolarmente.
  • è meglio appoggiare il materasso su una tavola, evitando le doghe ad arco.

Fare le pulizie

Non esistono solo le pilizie di primavera: in casa c’è sempre bisogno di riordinare. Allora, perché non imparare a farlo proteggendo la schiena?

  • per pulire i piani alti di un mobile, per esempio, è sempre bene usare la scala, mentre se i ripiani sono in basso ci si può sedere per terra.
  • il letto va rifatto piegando le gambe e non flettendo il busto in avanti. Gli aspirapolvere e le scope devono avere manici lunghi per non dover stare piegati in avanti tutto il tempo.

In auto

Chi per lavoro passa ogni giorno molte ore in macchina, dovrebbe osservare alcune regole per preservare la propria schiena.

  • lo schienale dovrebbe essere regolato a un’angolazione di 110°-120°, i glutei e l’osso sacro devono essere a contatto con il sedile e la testa appoggiata al poggiatesta.
  • quando si fanno le lezioni per prendere la patente, di solito si impara a tenere le mani sul volante nella posizione delle 10:10.
  • tuttavia, posizionando le mani in questo modo si tende a incurvare le spalle. In linea di massima, la posizione delle mani sul volante deve consentire all’articolazione della spalla e del gomito di non essere in tensione.

In piedi

Oltre a imparare a stare seduti in maniera coretta, bisogna anche abituarsi a stare in piedi nel modo giusto. In questo caso, bisogna focalizzarsi sul fatto che la forza di gravità e del peso del corpo, le curve fisiologiche della colonna vertebrale tendono ad accentuarsi.

  • e fondamentale, quindi, avere un buon allineamento della colonna, che si ottiene tenendo il capo in linea con il busto e le spalle. In questo modo, si potranno distribuire meglio i carichi su entrambi gli arti inferiori.

In moto

Andare in moto, scooter o motorino può essere comodo per evitare il traffico, e paradossalmente è meno dannoso dell’auto, sopratutto perché sulle due ruote vi è una attivazione continua della muscolatura paravertebrale per mantenere la posizione.

  • è bene adottare una postura idonea, che consiste nel mantenere la colonna allineata, appoggiare bene i glutei sul sellino, tenere i piedi ben saldi, le spalle rilassate e le mani “morbide” sul manubrio.

in piedi

Gli errori da evitare

Uno studio condotto su più di mille persone all’Università di Sidney ( Australia), ha evidenziato i principali movimenti errati che favoriscono il mal di schiena.

Perdere l’equilibrio

Perdere l’equilibrio o distrarsi mentre si sta svolgendo un movimento, come piegarsi in avanti o ruotare su un fianco ( due azioni che comportano pericolo per la schiena), aumenta di 25 volte la comparsa di dolore.

  • infatti, se si resta concentrati si fanno movimenti corretti, mentre quando si è distratti ci si scompone, a scapito della colonna vertebrale che ne subisce le conseguenze.

Sedersi in modo scomodo

La postura è fondamentale per prevenire il mal di schiena. Per esempio, prima di iniziare a guidare bisogna perdere qualche minuto e sistemare il sedile, soprattutto se si devono affrontare lunghi viaggi.

  • se si guarda la televisione seduti sul divano, non bisogna stare sdraiati, ma appoggiati allo schinale.
  • inoltre, se si è seduti e si iniziano a sentire dolori nella parte bassa della schiena, è bene cambiare posizione. Trascurare questi piccoli accorgimenti fa aumentare di otto volte il rischio di lombalgia.

Fare troppo sport

Lo sport fa bene alla mente e al fisico, a patto che si affronti in maniera graduale e adeguata alle proprie possibilità. Chi è all’inizio o riprende dopo una lunga pausa, divrebbe evitare allenamenti troppo duri o prolungati. In caso contrario, il rischio di mal di schiena aumenta quattro volte.

Sollevare o spostare oggetti

Il semplice gesto di alzare o spostare un oggetto può far commettere uno degli errori più comuni a scapito della schiena. Quando si sollevano le buste della spesa, un pacco o una scatola, è fondamentale piegarsi sulle ginocchia. E importante anche tenere gli oggetti il più possibile vicino al corpo: se sono lontani, infatti, aumenta di oltre sei volte il rischio di lombalgia.

  • un altro caso molto comune è il dover spostare oggetti che non offrono appigli, per esempio vasi di piante o scatole senza manici. Trasportare questo tipo di oggetti incrementa il pericolo di mal di schiena di oltre cinque volte: meglio dotarsi degli appositi carrellini da trasporto.
  • l’ultimo caso che riguarda il sollevare oggetti è lo spostamento di carichi pesanti. Farlo da soli significa aumentare di cinque volte il rischio di incorrere in mal di schiena: se possibile, meglio farsi aiutare da qualcuno, oppure usare il carrellino.

Svolgere attività che coinvolgono altre persone

Chi, per lavoro o per motivi personali, deve fare da supporto a persone non autosufficienti, ma anche chi ha bambini piccoli o si presta a sostenere chi ha problemi alle gambe, mette la propria schiena a rischio 5,8 volte in più rispetto a chi non vive queste situazioni.

Fare fatica quando si è stanchi

Il rischio di mal di schiena cresce di 3,7 volte se si compiono attività quando ci si sente già stanchi o affaticati. Rifare il letto, spostare piccoli oggetti o anche camminare diventa più problematico quando non si hanno le forze. Meglio riposare un po’, ritrovare l’energia e poi dedicarsi nuovamente alle proprie attività quodìtidiane.

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Il significato dei fiori di ciliegio per i giapponesi svela una storia incredibile e antichissima, di speranza

Ecco perché non bisogna pensare alla festa dell’Hanami come a un momento triste o malinconico, ma al contrario…

Il significato dei fiori è molto importante nella cultura giapponese. In particulare, nel Paese del Sol Levante è attribuita notevole rilevanza al significato dei fiori di ciliegio. Avete mai sentito parlare dell’Hanami?

Probabilmente si tratta della festa popolare più sentita in tutto l’arcipelago nipponico, dal lontano nord all’estremo sud. Ed è una festa che, sebbene sia riferita all’osservazione dei fiori “tout court” (equivale all’espressione italiana ‘senza tanti preamboli’), è dedicata quasi esclusivamente proprio ai fiori di ciliegio, considerati simbolo della felicità e benessere.

Ecco tutto quello che dovete sapere sulle origini e sul significato di questi delicatissimi fiori color rosa pallido del profumo inconfondibile.

Il significato dei fiori di ciliegio per i giapponesi

Istituita addirittura nel IX secolo, la festa dell’Hanami- conosciuta anche come “Notte del Ciliegio” – è un antica ricorrenza che si celebra ad aprile, nel periodo appunto di fioritura dei ciliegi.

Il linguaggio dei fiori è molto importante in tutta l’Asia, ma in Giappone forse ancor più che altrove. Per i fiori di ciliegio, chiamati sakura, c’è poi un autentica venerazione e il perché è presto spiegato. Con la loro fioritura rapida, questi fiori rappresentano al meglio la bellezza passeggera della vita, uno splendore tanto dirompente quanto effimero che è auspicio di benessere e felicità, ma anche motivo di riflessione. In Giappone con l’Hanami si celebra la rinascita della natura e al tempo stesso la presa di coscienza della caducità delle cose. Quello del ciliegio è un fiore simbolo della nascita, perché capace di crescere prima e in modo più sgargiante degli altri. Allo stesso momento, però, è un fiore tanto delicato e fragile che può essere sradicato da un semplice alito di vento. Un fiore, in fondo, che rappresenta la stessa esistenza umana, che  dopo un momento di splendore si stacca dall’albero e torna alla terra, per riconciliarsi simbolicamente con il suolo.

Il significato dei fiori, simboli e significati del ciliegio

Non bisogna pensare alla festa dell’Hanami come a un momento triste o malinconico, al contrario. Aprile in Giappone è il mese in cui terminano le scuole, in cui gli studenti si preparano al passaggio alla scuola superiore o all’università. Aprile è anche il mese in cui compiutamente si entra nella primavera. Un periodo di passaggio, dunque, verso una nuova vita. E il fiore di ciliegio, che molti giapponesi amano raccogliere durante i pic nic o le gite in campagna, può diventare in questo senso anche fiore della speranza. Anticamente lo era per un raccolto di riso abbondante e prospero, oggi soprattutto di prosperità e di successo negli studi e nella carriera. Di fiori di ciliegio esistono un centinaio di varietà ma la più apprezzata, in Giappone come nel resto del mondo, è quella a cinque petali chiamata Somei Yoshino, di colore rosa. Nella sua perfezione, questo tipo di fiori esemplifica al meglio quello che sono le virtù principali di un samurai: lealtà, purezza, coraggio, onestà. È straordinaria l’associazione tra il significato dei fiori rosa e questa figura chiave della cultura nipponica. Proprio come un Somei Yoshino, un guerriero deve essere pronto a sacrificare la sua vita nel pieno del suo splendore, in nome di un ideale superiore. Non è un caso che i fiori di ciliegio fossero utilizzati come simbolo dai Kamikaze durante la Seconda Guerra Mondiale, nel loro estremo e tragico atto di dedizione nei confronti del proprio paese.

Il significato dei fiori di ciliegio, tattoo

Per la loro bellezza e per il carico di significati veicolati, i fiori di ciliegio sono tra i preferiti in Giappone e anche in Occidente da chi sceglie di farsi tatuare braccia, fianchi o le stesse parti laterali di schiena e gambe. Un tatuaggio raffigurante i fiori di ciliegio è un inno a un’esistenza da vivere sempre al massimo, assaporando attimo dopo attimo, ma può anche essere un tributo a una persona scomparsa di recente. Belli, colorati, intriganti, i fiori di ciliegio sono un complemento perfetto e sono tra gli ornamenti più ricercati.

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Il significato dei fiori giapponesi

Le associazioni tra fiori e significati nella cultura giapponese non si limitano soltanto al ciliegio. Molto importante, ad esempio, è anche il crisantemo, che compare nello stemma della famiglia imperiale e che molto spesso è rappresentato in opere d’arte e in decorazioni. È un fiore simbolo di forza, perché cresce in autunno spesso a temperature rigide. Assai apprezzate sono anche le camelie, simbolo di tenacia e di integrità, così come le peonie. Il significato dei fiori di peonia in Giappone è associato alla buona fortuna e all’onore.

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Attacchi di panico: come e perché avvengono

Cammini nel parco in un giorno come un altro quando all’improvviso, senza motivo, vieni colpito da una forte paura. Il mondo comincia a girare. Tutto intorno a te sembra surreale. Il cuore ti batte così forte che sembra arrivarti in gola. Agitato dal tuo respiro, il cervello urla “Sto avendo un infarto? Sto impazzendo?”. O, peggio ancora: “Sto per morire?”. Se questa sensazione ti è familiare, sai cosa sono gli attacchi di panico.

Un attacco di panico

Il panico continua ad aumentare finché non ce la fai più. Poi, alla fine, si allontana. Confuso e imbarazzato, torni alla tua macchina e vai a casa al sicuro. Pensi che non tornerai mai più in quel parco. E poi un pensiero spaventoso si affaccia nella tua mente: “E se mi capitasse di nuovo da qualche altra parte?” Se hai mai sofferto di attacchi di panico, hai familiarità con questo tipo di esperienza. Il corpo si mette in modalità “questione di vita o di morte” anche se non c’è alcun pericolo in vista. In pratica, avverti le stesse sensazioni di quando un ladro entra di notte nel tuo appartamento. Solo che non sta succedendo nulla di spaventoso o pericoloso in realtà.

Anche se molte persone hanno attacchi di panico isolati, c’è chi ne ha di ricorrenti, sintomo di disturbo di panico. Questo disturbo è molto comune: ne soffre il 2,7% degli americani adulti, quindi è più diffuso del disturbo bipolare, della schizofrenia, e del disordine ossessivo-compulsivo. Gli attacchi di panico possono durare da qualche minuto a mezz’ora, e provocano grande paura e confusione nella vittima. Se non trattati, possono portare all’agorafobia, ovvero la paura di stare negli spazi aperti e affollati.

Sintomi degli attacchi di panico

Quando hai attacchi di panico, generalmente avverti almeno 4 di questi sintomi:

– battiti cardiaci accelerati;

– tremore;

– vertigini;

– sudorazione;

– sensazione di soffocamento;

– nausea;

– respiro affannato;

– dolore al petto;

– formicolio;

– vampate di calore;

– sensazione di impazzire e di stare per morire.

Un medico potrebbe diagnosticarti un disturbo di panico se hai 4 attacchi di panico al mese o un unico attacco è seguito da circa 4 settimane di ansia costante di averne un altro o da un cambio nei comportamenti.

Come funziona

Cosa accade nel nostro corpo quando si hanno questi sintomi? Per farla breve, un attacco di panico è una reazione di paura senza la presenza di alcun pericolo effettivo per la persona che ha l’attacco. Fisiologicamente, funziona allo stesso modo della paura.

Il sistema nervoso autonomo (SNA) si occupa delle funzioni involontarie del corpo. Porta i segnali dal sistema nervoso centrale ai vari organi, inclusi il cuore, gli occhi, e i reni. In questo modo, può controllare la secrezione di ormoni, il battito cardiaco, i vasi sanguigni, i muscoli e la dilatazione delle pupille. L’SNA è formato da due parti: il sistema nervoso simpatico e parasimpatico. Quest’ultimo controlla il normale funzionamento degli apparati quando si è calmi, mentre il primo prende il suo posto quando si è eccitati.

Quando si ha paura, il sistema nervoso simpatico scatena delle reazioni nel corpo. All’inizio degli attacchi di panico, fa andare in tensione i muscoli. Manda anche un messaggio alle ghiandole surrenali per fa sì che rilascino adrenalina. Quest’ultima ha vari effetti sul corpo: produce sudore e accelera i battiti cardiaci. Con i muscoli del petto e della gola in tensione, diventa ancora più difficile respirare.

Normalmente, quando si inizia ad avere paura, il sistema nervoso parasimpatico si attiva per calmare il corpo abbassando la frequenza dei battiti cardiaci e la pressione sanguigna. Ma ciò non avviene durante gli attacchi di panico. Per qualche ragione, il sistema parasimpatico non funziona bene, facendoti affrontare una paura prolungata.

La paura è un sentimento che aiuta in situazioni che mettono a repentaglio la nostra vita. Tutta quella adrenalina e quei muscoli tesi potrebbero farci scappare da un assalitore. Ma durante un attacco di panico, quando non c’è nessun pericolo apparente, quella reazione di paura è fuori luogo. Per questo motivo, le persone che soffrono di attacchi di panico spesso pensano di star impazzendo. Ma non è così.

Cause degli attacchi di panico

Sfortunatamente, i dottori non sanno esattamente cosa causi questi attacchi, anche se hanno delle teorie. Alcuni ricercatori credono che la causa possa risiedere in eventi che cambiano la vita o in periodi di particolare stress. Vari studi hanno dimostrato che un numero significativo di persone con disturbi di panico hanno subito traumi da bambini, per esempio la perdita di un genitore. Altre ricerche suggeriscono che non dipende tanto dalle circostanze ma è piuttosto un disturbo genetico. Per esempio, si è scoperto che i gemelli omozigoti condividono questo problema molto più di quelli eterozigoti. Tuttavia, altri dati contraddicono questa teoria, quindi ci sono ancora dei dibattiti in atto.

I ricercatori, per trovare una spiegazione, si soffermano anche sulle funzioni neurologiche che si attivano quando si ha paura. Alcuni credono che quando il sistema della paura è abusato – quando è chiamato in causa troppo intensamente o troppo spesso – diventa ipersensibile e viene attivato da cose irrilevanti. Altri hanno notato che quando si è stanchi, il cervello produce lattato di sodio o diossido di carbonio. Quando i livelli di queste sostanze aumentano, il cervello crede che stai soffocando e manda dei segnali per incrementare la respirazione e ottenere più ossigeno. Ciò può scatenare un attacco di panico.

Un’altra teoria chiama in causa i neurotrasmettitori serotonina e acido γ-amminobutirrico (GABA), che giocano un ruolo fondamentale nel calmare il cervello. Le persone che soffrono di disturbo di panico hanno meno recettori di serotonina del normale. Una cura a base di serotonina e GABA, come vedremo più avanti, può combattere efficacemente gli attacchi di panico.

I soggetti a rischio

Di solito, gli attacchi di panico colpiscono le persone a partire dai vent’anni, ma possono soffrirne anche i bambini. Le donne ne soffrono il doppio degli uomini. La paura di avere un attacco potrebbe effettivamente causarne uno: ciò può portare all’agorafobia. Fortunatamente, gli attacchi di panico sono facilmente curabili, e chi ne soffre ha varie opzioni.

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Cure per gli attacchi di panico

Ci sono tre cure efficaci: antidepressivi, ansiolitici e terapia. Le medicine e la terapia sono ugualmente efficaci – funzionano tra il 60 e il 90% dei casi. Gli antidepressivi SSRI come la Paroxetina e la Sertralina aiutano a prevenire gli attacchi. In pratica, questi antidepressivi aumentano la serotonina presente nel cervello. Di solito hanno effetto dopo 2-4 settimane di assunzione. Si possono utilizzare anche antidepressivi triciclici, che aumentano i livelli di noradrenalina. Ma questi causano più effetti collaterali degli SSRI. Entrambe queste tipologie di antidepressivi possono essere assunte per anni senza problemi, ma non si possono interrompere bruscamente.

Se gli antidepressivi non funzionano, potrebbero farlo gli ansiolitici, per esempio l’Alprazolam. Si tratta di un benzodiazepine che opera come tranquillante. Aumenta l’attività dei neurotrasmettitori GABA, e ciò regola l’ansia. A differenza degli antidepressivi, gli ansiolitici funzionano immediatamente, ma è meglio non assumerne per più di qualche mese. Possono causare facilmente dipendenza, il che vuol dire che se li interrompi bruscamente gli episodi di ansia potrebbero intensificarsi. Per questo motivo, i dottori consigliano in genere ai pazienti di diminuire pian piano le dosi di ansiolitici se hanno intenzione di smettere di usarli.

La psicoterapia

La terza opzione disponibile è la terapia, che può essere utilizzata in alternativa a o insieme alle medicine. La terapia cognitivo-comportamentale è molto efficace per le persone che soffrono di attacchi di panico. L’American Psychiatric Association spiega che questo tipo di terapia è formata da 5 parti:

– imparare: imparare cosa sia un attacco di panico, quali sono i sintomi e le possibili cure, dando speranza e aiutando a capire che non si è soli;

– monitorare: iniziare a segnalare quando si presentano i sintomi e in quali ambienti;

– respirare: gli esercizi di respirazione aiutano a prepararsi agli attacchi;

– riflettere: il terapista aiuta a guardare in maniera realistica agli attacchi;

– esporsi: imparare gradualmente ad affrontare situazioni che inducono panico.

Il terapista ti guiderà attraverso tutti questi passaggi. L’obiettivo generale di questo tipo di terapia è quello di cambiare il modo in cui vedi gli attacchi. Più impari come avvengono, più capisci non sono pericolosi e che non ti uccidono. Se sai quale tipo di situazione può scatenare un attacco e quali tecniche di respirazione usare, sarai preparato e avrai meno paura degli attacchi. Infine, simulare le sensazioni o le situazioni che scatenano la paura può aiutarti a superare definitivamente il problema.

Se tutti questi metodi falliscono e soffri ancora di attacchi di panico, niente paura: ci sono ancora dei modi per aiutarti ad affrontare il problema.

Gestire gli attacchi di panico

Un attacco di panico può essere l’esperienza più terrificante della tua vita. Ma anche se non si può prevenire, puoi controllare le tue reazioni.

Le tecniche di respirazione aiutano ad alleviare gli attacchi. Chi ne soffre di solito respira col petto, ma dovrebbero farlo con il diaframma. Se soffri di attacchi di panico, fai pratica di respirazione diaframmatica per rafforzare i muscoli. Ecco un esercizio che puoi provare:

– sdraiati supino con dei cuscino sotto le ginocchia e la testa;

– metti una mano sullo stomaco e l’altra sul petto;

– inspira lentamente ingrossando lo stomaco ma non il petto;

– espira lentamente contraendo i muscoli dello stomaco.

Per essere sicuro che stai respirando col diaframma, metti un peso, per esempio un libro, sullo stomaco e guardalo muoversi su e giù. Migliorando nel fare questo tipo di respirazione, sarà più semplice farla durante un attacco.

Anche cambiare la tua prospettiva mentale nei confronti degli attacchi ti aiuterà ad avere la meglio su di essi. Innanzitutto, riconosci che stai avendo un attacco di panico. Questo ti aiuterà ad accettare la cosa e a superarla. Pensa che stai bene e che l’attacco passerà. Immagina che sia un’onda che avanza e indietreggia. Accettare mentalmente l’attacco eviterà che peggiori.

Se sei solo uno spettatore e ti rendi conto che qualcuno sta avendo un attacco di panico, resta calmo e incoraggia la persona a superare l’esperienza. Ricordagli che andrà tutto bene. Consiglia di respirare lentamente e profondamente col diaframma. Dato che i sintomi sono molto simili, spesso chi ha un attacco di panico crede di avere un infarto.

 

 

Pelle splendente con la giusta pulizia

unuPollution free di HSA. La linea “antinquinamento” che sfrutta le proprietà dello Zeolite, un minerale di origine vulcanica per detergere la pelle. La linea si compone di 8 differenti prodotti che vanno: dal latte detergente all’acqua micellare, dallo shower gel alla maschera esfoliante. (nelle farmacie più fornite oppure visita: http://www.hsacosmetics.com/skincare/pollution-free.html ).

doiiSoluzione Struccante Bifasica di Korff, arricchita dall’estratto di Ganoderma Lucidum e acido ialuronico assicura una pelle perfettamente detersa anche dal trucco più resistente. (in farmacia)

 

treiEssential Peeling di Comfort Zone, maschera enzimatica naturale a base di Bromelina e Betaina che svolge un’azione delicata per risvegliare la luminosità dell’incarnato. Perfette per la cute sensibile. (www.amazon.it)

patruWaso Soft + Cushy Polisher di Shiseido, un prodotto levigante dalla texture morbida ispirata al tofu che rimuove le cellule morte e libera i pori ostruiti grazie a specifici granuli vegetali che agiscono da scrub. (nelle profumerie Douglas / Limoni, nelle farmacie più fornite).

cinciiDetergente Sublime Insìum, la texture a contatto con l’acqua si trasforma in una emulsione lattea. La formula è a base di tre olii: frutto della Passione, noce del Brasile e mandorle dolci. L’estratto di rosmarino è un potente antiossidante. La sua composizione ricca di oli vegetali rispetta l’equilibrio naturale dell’epidermide. Asporta con delicatezza trucco e impurità, eccessi di sebo, liberando i pori e lasciando la pelle pulita, morbida, illuminata, nutrita e idratata. (www.insium.it)

sasePoudre Gommante Pureté Sublime di Galénic Paris, una polvere bianca che a contatto con l’acqua si trasforma in una mousse delicata. La polvere d’argilla bianca ha un effetto detox, mentre la polvere di roccia contrasta l’effetto lucido. Da usare 1- 3 volte a settimana. (in farmacia)

sapteHydra Life Time to Glow Exfoliating Powder di Dior. L’estratto di zucchero affina la grana della pelle, mentre i semi di Loto la levigano. A contatto con l’acqua, si trasforma in una mousse leggera che offre una pulizia profonda e rivela la luminosità naturale della pelle. (nelle farmacie più fornite, nei negozi Limoni / Douglas, su http://www.amazon.it).

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AgeLoc LumiSpa Nu Skin, un nuovo device americano che svolge una doppia azione: purifica e leviga la pelle in una sola volta, grazie all’azione della testina in silicone che agisce in profondità, con un movimento bidirezionale a frequenza precisa.

Una fase. Due minuti. Sette benefici per la pelle

Pulizia profonda: elimina il trucco e tutte le impurità provenienti dall’ambiente.

Pelle liscia: leviga la pelle ruvida ed elimina le cellule cutanee morte per una carnagione più liscia.

Pori meno visibili: agisce sui pori per renderli meno visibili.

Un aspetto più fresco:attiva e rivitalizza la pelle, per una sensazione di freschezza totale.

Pelle più luminosa: pulisce ed esfolia la pelle per un aspetto più chiaro e luminoso.

Pelle morbida: leviga la pelle eliminando le cellule cutanee morte per maggiore morbidezza.

Pelle chiara: elimina il sebo in eccesso per una pelle più chiara.

Questi benefici sono adatti sia per uomini che donne che vogliono mantenere un aspetto giovanile e rendere meno visibili i segni dell’età. Una fase, due minuti, sette benefici. Un gioco da ragazzi! ( contattami –  info@theloredana.com  – prezzo: * euro 203,98).

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Acqua Micellare Idratante Somatoline Cosmetics

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-svolge un’azione detox che favorisce l’ossigenazione della cute. Nella formula: acido ialuronico, Detoxophane, un antiossidante, e Oxycell che protegge la pelle dalle aggressioni esterne. (in farmacia)

noua

Sanskrit Saponins di Niod, un balsamo detergente viscoso ed intenso perfetto per tutte le imperfezioni, congestioni ed impurità. Un uso costante permette di ridurre le macchie cutanee. Dopo il primo utilizzo lascia la pelle quasi priva di pori, luminosa e levigata. ( http://www.amazon.it  -prezzo:  * euro 27,00, 90 ml).

 

 

 

 

Come iniziare a guidare la moto

QUALCHE CONSIGLIO PER INIZIARE A GUIDARE LA MOTO

Ce l’hai fatta! Alla fine hai fatto la patente A, hai comprato la moto e sei tutto un fremito all’idea della libertà che potrà darti la moto. Scendi in garage, accendi la tua belva e un po’ tentennante molli la frizione e parti. Sulla rampa del box trattieni il fiato e t’irrigidisci come un riccio in pericolo, ma con una zampata felina rimani in piedi. Fai finta di nulla. Ti butti nel traffico come un ubriaco, schivi un paio di rispettabili anziane sulle strisce (che non perdono occasione di lanciarti qualche anatema) e per un soffio eviti un frontale con un bus di linea. Ti era scappata la frizione. Insomma invece che divertirti, stai rischiando la pelle a ogni semaforo e con la moto ti senti a tuo agio come a un convegno di alcolisti anonimi. Eppure, tutti i tuoi amici ti avevano promesso divertimento… Che succede?

in piedi

Se anche tu hai avuto queste sensazioni, tranquillo: non sei uno sfigato, hai solo bisogno di fare pratica. Tutti hanno imparato da qualche parte, tutti hanno tirato per la prima volta una frizione, tutti si sono sentiti fuori luogo (almeno all’inizio) guidando la moto.

Devi stare calmo

Hai la moto accesa, il traffico ti spinge e ti si è incastrato un dito nel guanto… Situazione che può capitare, più spesso di quanto t’immagini. Quello che ti posso dire è: calmati e rilassati. In moto, nulla è più dannoso della fretta. Quindi: quando è il momento di partire prenditi sempre un minuto in più del dovuto per tutte le operazioni necessarie (allacciare bene il casco, sistemare i guanti ecc.), che dovrai effettuare una per volta. Col tempo certe necessità diventeranno rapide abitudini, ma per un novello è tutto nuovo: tieni sempre bene a mente la lista di cose da fare. E se sei nel traffico e la situazione volge al peggio, rimani lucido/a: una clacsonata di un’auto non può farti del male, la fretta e l’ansia invece sì. Se invece sei stanco/a o stai facendo troppa fatica, meglio che parcheggi la moto e ti fermi qualche istante a riprendere forze e lucidità. Ne vale la pena.

Che siano regolabili

moto regolabile

Tra le aziende che producono leve regolabili, Lightech è tra le migliori

Qual è la prima operazione da effettuare quando si sale su una moto nuova? Magari quella che stai per ritirare, magari quella di un amico. Un aiuto: non è controllare se c’è benzina nel serbatoio, né tantomeno raddrizzare gli specchietti. La prima cosa da fare quando si sale su una moto nuova è regolare la distanza delle leve di freno e frizione. La distanza dev’essere tale da permetterti di poggiare sempre comodamente l’indice sulla leva e ripiegandolo tirarla con poca fatica, in qualunque occasione. Ecco perché le leve regolabili sono un ottimo investimento, se la tua moto non ne è provvista. Occhio anche all’angolazione: quando stai impugnando il manubrio, le leve devono essere in linea con l’inclinazione delle braccia. Altrimenti, ogni giro in moto si trasformerà in un’agonia per i tuoi polsi.

Sotto pressione

michelin

Hai controllato le leve, gli specchietti, il livello dei liquidi, il tiro catena: sei pronto per partire, direzione Capo Nord!… E invece no. Prima di partire per Capo Nord (ma anche per l’ufficio), è buona norma controllare la pressione degli pneumatici. Non sempre: una volta al mese può bastare. Gomme sgonfie possono cambiare in maniera significativa il comportamento della moto, che può risultare pesante “gommosa” e con poca aderenza. Se per gonfiare gli pneumatici utilizzi il compressore dei benzinai, per misurare la pressione è meglio affidarsi a un manometro digitale (si trovano in vendita a pochi euro): quelli dei benzinai sono spesso maltrattati e possono fornire un dato sballato anche di mezzo bar.

Fallo protetto

Casco, giacca, paraschiena, guanti, pantaloni tecnici, stivali: così si va in moto!

Tutti abbiamo sgarrato qualche volta, ma chi ha già baciato l’asfalto lo sa: indossare abbigliamento tecnico è un dovere, non un’opzione! Quantomeno il minimo necessario: il casco, che sia omologato (meglio con la chiusura a doppio anello), paraschiena omologato (meglio ancora l’airbag da moto), giacca con protezioni su spalle e gomiti, pantaloni (i jeans in kevlar sono ottimi e si mimetizzano bene con i normali jeans), guanti (la prima cosa che poggia a terra in una caduta, solitamente, sono le mani) e le scarpe (esistono sneaker utilizzabili anche normalmente e che tuttavia hanno la suola rinforzata e le protezioni nella zona del malleolo). Fidatevi: una banale caduta può trasformarsi in un disastro, se non protetti.

Ripartire i compiti

La moto di Andrea Dovizioso ha il freno posteriore a pollice, sul manubrio sinistro sotto la frizione. Che dite, forse serve a qualcosa…?

Un furbo consiglio per qualunque situazione (anche e soprattutto per la guida in città) è frenare utilizzando anche il freno posteriore, troppo spesso non considerato. Il freno posteriore aiuta ad avere una guida fluida e più sicura: nelle frenate a moto dritta permette di mantenere l’assetto più stabile (“schiaccia” la moto, che altrimenti tende a impuntarsi). Come regola generale, la frenata corretta è ripartita 80% davanti e 20% dietro. Durante la percorrenza di una curva, invece, il freno posteriore permette di rallentare senza causare il fastidioso effetto autoraddrizzante di una frenata con il solo freno anteriore, o nel peggiore dei casi la chiusura dello sterzo, soprattutto nelle manovre a bassa velocità). E poi, pensateci bene: se davvero non servisse a nulla, tante aziende l’avrebbero già tolto …

Usa lo sguardo

“La moto va dove vanno gli occhi”. Una regola che vale anche per tanti altri sport e che con la moto è particolarmente vera. Meglio abituarsi subito a guardare dove si vuole andare e non dove si sta andando. Così, si disegnano traiettorie sicure, si evitano situazioni complicate, si riesce a condurre la moto e non il contrario. Da notare che più si procede spediti, più lo sguardo deve andare lontano, anticipando quelli che possono essere ostacoli o curve particolarmente insidiose. Se non ci credete, pensatela al contrario: se fissate intensamente un ostacolo (un tombino, una buca, l’anziana che attraversa le strisce pedonali a rallentatore…), ci andrete a sbattere quasi sicuramente. E questo è vero in bicicletta, figuriamoci in moto!

Delicati con l’acqua

Guidare con la pioggia non è mai troppo divertente in sella a una moto, ma prima o poi capita a tutti. Quindi, ecco un paio di consigli: innanzitutto porta sempre con te un completo antipioggia (alcuni occupano lo spazio di un marsupio), che l’acquazzone improvviso e imprevisto è sempre dietro l’angolo. In più, con asfalto bagnato i comandi che impartisci alla moto devono essere estremamente delicati, come se la moto fosse fragile. In particolar modo la frenata, in particolar modo se hai una moto senza ABS.

Precedenza, questa sconosciuta

precedenza

E qui, chi ha la precedenza? Nel dubbio, se siete in moto lasciatela agli altri…10 secondi in meno non vi cambiano la vita!

Un ultimo avviso, dedicato soprattutto a chi guida in città. Dare per scontata la precedenza può essere fatale. È un fatto curioso, eppure è empiricamente provato (dal vostro affezionatissimo…) che chi guida un’auto, spesso e volentieri, tiene in poca considerazione i motociclisti. O quantomeno, non ha la minima idea della dinamica di una moto, di quanto possa e non possa frenare, eseguire o meno certe manovre. Perciò, a rischio di prendersi qualche “vaffa”, anche se avete il verde dalla vostra è meglio rallentare (e guardate chi c’è e cosa sta facendo nelle auto ferme al rosso…), all’interno di una rotonda siate sempre pronti a intervenire (un’auto potrebbe fregarsene e mangiarsi la vostra precedenza) e così via. E se viaggiate di notte, il consiglio vale doppio.

Lista della spesa: cosa non deve mai mancare in dispensa

C’è un modo molto semplice per seguire una dieta equilibrata: avere sempre in casa alimenti sani. Se in dispensa, in frigorifero o in freezer si hanno sempre a disposizione questi ingredienti, sarà anche più semplice cucinare in anticipo dei pasti sani.

legumi secchi

1. Legumi

Lenticchie, ceci, pisellini e fagioli non devono mai mancare in dispensa. Questi legumi sono ricchi di proteine vegetali e di fibre. Inoltre, grazie al loro basso indice glicemico prevengono il diabete. Si possono usare per piatti a base di curry e chili, nelle insalate e persino nei brownie e si trovano sia in barattolo che secchi (in questo caso vanno cucinati).

2. Frutta secca

La frutta secca non salata va bene a tutte le ore: è ricca di acidi grassi, proteine, vitamine e minerali. Si può mangiare tra un pasto principale e l’altro, aggiungere in un frullato o combinare con l’avena e infine aggiungerla a delle salse. La frutta secca, soprattutto noci e mandorle, ha molte calorie quindi meglio non esagerare con la quantità.

3. Uova

Le uova sono un concentrato di vitamine e contengono tutti e 9 gli amminoacidi essenziali. Sono piuttosto versatili e per questo si dovrebbero avere sempre in casa: insieme a un’insalata si ha un pranzo ricco di proteine e non si avvertirà la fame fino a cena.

4. Aglio e cipolla

Aglio e cipolla appartengono al genere di piante Allium e dovrebbero far parte di qualsiasi dieta perché sono molto importanti per dare sapore agli alimenti. La cipolla contiene oli essenziali e composti solforati, che la rendono adatta anche all’uso medicinale. I solfuri, che si trovano soprattutto nell’aglio, sono dei fitonutrienti che hanno degli effetti benefici sul corpo: riducono per esempio il rischio di contrarre il cancro e proteggono da malattie batteriche.

5. Patate

Le patate sono una grande fonte di potassio e sono poco caloriche (100 g di patate hanno 75 calorie). Con le patate si può preparare il purè, una zuppa o si possono mangiare fritte.

Consiglio per la conservazione: possono durare a lungo se conservate in un luogo buio, fresco e asciutto. Vale anche per aglio e cipolla.

frutti di bosco

6. Frutti di bosco

I frutti di bosco freschi sono piuttosto cari ma si possono usare anche congelati perché mantengono bene le vitamine e i minerali. Si possono usare in un frullato, o in combinazione con l’avena.

7. Semi di lino

Interi, macinati o sotto forma di olio, i semi di lino sono ricchi di fibre solubili, proteine e acido alfa linoleico (un acido grasso omega 3). Le mucillagini che contengono favoriscono l’equilibrio delle funzioni intestinali ma meglio se accompagnati da un bel bicchiere d’acqua per evitare costipazione. L’olio di semi di lino spremuto a freddo non deve mai essere riscaldato, va conservato in frigo e usato solo per piatti freddi.

8. Datteri

Questi frutti contengono più fibre del pane integrale, più potassio delle banane e sono ideali per aiutare la digestione. Hanno un alto contenuto di zucchero e sono perfetti per i runner che vogliono una botta di energia per la loro corsa. Si possono usare nei frullati e nei brownie.

9. Verdura a foglia

Spinaci, cavolo riccio e rucola: non solo da usare nell’insalata ma anche in uno smoothie e nella pasta. La verdura a foglie contiene molti nutrienti e dà un senso di sazietà senza aver assunto molte calorie.

10. Avena

L’avena è una fonte di fibre e ha un basso indice glicemico: questo significa che i livelli di zucchero nel sangue crescono lentamente dopo la sua assunzione. Il pancreas così non deve produrre tanta insulina e si ha un senso di sazietà prolungato.

11. Yogurt naturale

Lo yogurt è perfetto per assumere proteine. Meglio evitare gli yogurt a base di frutta e scegliere quello naturale per diminuire il consumo di zuccheri e calorie. Lo yogurt naturale è un probiotico e contiene batteri “vivi” che favoriscono l’equilibrio della flora intestinale. Va benissimo dopo un allenamento in uno smoothie o a colazione con avena o frutti di bosco.

12. Cioccolato fondente

Il cioccolato fa bene e lo sappiamo, ma solo se fondente. Mangiandone due o tre pezzi si può soddisfare la voglia di dolce senza esagerare con le calorie e si abbassa anche la pressione arteriosa. Le fave di cacao sono ricche di flavonoidi (fitonutrienti) dalle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

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13. Tè verde

Il tè verde è popolare per le sue proprietà curative e dimagranti. Il tè verde ha proprietà antiossidanti, toniche, dimagranti, drenanti e antitumorali, può essere considerata la “bevanda della salute” e conta una storia millenaria. Contiene la catechina, un flavonoide responsabile del buon umore che stimola il metabolismo anche a riposo, favorendo la perdita di peso!

 

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Tè verde (30 capsule)

Integratore alimentare con estratto di tè verde – Oggi il tè verde e i suoi estratti sono consumati da molte popolazioni in tutto il mondo ed e’ noto tradizionalmente in Cina e India per le sue diverse caratteristiche benefiche. Il consumo di tè verde contribuisce a proteggere il nostro corpo, rinforzando la naturale difesa dell’organismo contro gli effetti dei radicali liberi provenienti dall’inquinamento, dallo stress, dal fumo e dalle tossine. Una capsula equivale a 7 tazze di tè! (e facile da immaginare che non possiamo bere sette tazze di tè al giorno… quindi un integratore alimentare potrebbe essere la scelta giusta!). Dose giornaliera: assumere una capsula a colazione con un bicchiere d’acqua. Prodotto in Svizzera.

*euro 26,80