Honda CBR 250RR, piccola peste

Agli stand del Tokyo Motorcycle Show 2018, tra le tante novità c’era anche lei, la Honda CBR250RR, una pungente sportiva a cui non manca nulla per poter essere leader nel settore delle piccole. In Giappone è già realtà (ed è in vendita a circa 5.800 euro) ma attualmente non è prevista l’importazione in Europa, anche se Honda latita in questo segmento che oggi è ricco di novità. Ma domani, chissà…

Due piccoli cilindri

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Cuore della piccola Honda CBR250RR è un bicilindrico in linea da circa 249 cc, 4 valvole per cilindro DOHC, raffreddamento a liquido, capace di 38 cv a 12.500 giri (!) e 23 Nm, per soli 26,7 km/l nel ciclo medio WMTC. Gli ingegneri giapponesi avevano le idee chiare su ciò che cercavano: renderlo compatto, tecnologicamente avanzato e dalla potenza specifica elevata. Obiettivi raggiunti attraverso soluzioni non banali, come la pompa dell’acqua che sfrutta il moto dell’albero a camme ed è posizionata nella testa del cilindro (come sulla RC213V, tanto per dirne una), l’acceleratore TBW (Throttle By Wire, che permette la selezione di tre diverse mappature: Comfort, Sport e Sport+), l’airbox posizionato in alto rispetto al motore e che permette di avere una bassa temperatura del flusso, lo scarico 2-1-2… Insomma con la piccola CBR250RR si è lavorato in grande.

Scheletro portante

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La struttura principale della Honda CBR250RR è un traliccio in acciaio a diamante che abbraccia il piccolo motore. Ha quote estremamente compatte: cannotto inclinato di 24,3°, avancorsa di appena 92 mm, interasse 1.390 mm. Il peso è di 165 kg con il pieno. Le sospensioni comprendono una forcella a steli rovesciati Showa e un mono incernierato al forcellone – in alluminio – con schema Pro Link (a leveraggio progressivo). Completa il pacchetto l’estetica ricercata, con la sezione frontale estremamente aerodinamica e la fanaleria full LED. È disponibile anche in versione ABS e per sottolineare le sue intenzioni bellicose è stato pensato un kit dedicato ai pistaioli, che prevede pompa freno radiale, cerchi alleggeriti, gomme slick, regolazioni per la forcella e scarico Akrapovic.

                                                                                     *il mio prossimo acquisto :))

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Come iniziare a guidare la moto

QUALCHE CONSIGLIO PER INIZIARE A GUIDARE LA MOTO

Ce l’hai fatta! Alla fine hai fatto la patente A, hai comprato la moto e sei tutto un fremito all’idea della libertà che potrà darti la moto. Scendi in garage, accendi la tua belva e un po’ tentennante molli la frizione e parti. Sulla rampa del box trattieni il fiato e t’irrigidisci come un riccio in pericolo, ma con una zampata felina rimani in piedi. Fai finta di nulla. Ti butti nel traffico come un ubriaco, schivi un paio di rispettabili anziane sulle strisce (che non perdono occasione di lanciarti qualche anatema) e per un soffio eviti un frontale con un bus di linea. Ti era scappata la frizione. Insomma invece che divertirti, stai rischiando la pelle a ogni semaforo e con la moto ti senti a tuo agio come a un convegno di alcolisti anonimi. Eppure, tutti i tuoi amici ti avevano promesso divertimento… Che succede?

in piedi

Se anche tu hai avuto queste sensazioni, tranquillo: non sei uno sfigato, hai solo bisogno di fare pratica. Tutti hanno imparato da qualche parte, tutti hanno tirato per la prima volta una frizione, tutti si sono sentiti fuori luogo (almeno all’inizio) guidando la moto.

Devi stare calmo

Hai la moto accesa, il traffico ti spinge e ti si è incastrato un dito nel guanto… Situazione che può capitare, più spesso di quanto t’immagini. Quello che ti posso dire è: calmati e rilassati. In moto, nulla è più dannoso della fretta. Quindi: quando è il momento di partire prenditi sempre un minuto in più del dovuto per tutte le operazioni necessarie (allacciare bene il casco, sistemare i guanti ecc.), che dovrai effettuare una per volta. Col tempo certe necessità diventeranno rapide abitudini, ma per un novello è tutto nuovo: tieni sempre bene a mente la lista di cose da fare. E se sei nel traffico e la situazione volge al peggio, rimani lucido/a: una clacsonata di un’auto non può farti del male, la fretta e l’ansia invece sì. Se invece sei stanco/a o stai facendo troppa fatica, meglio che parcheggi la moto e ti fermi qualche istante a riprendere forze e lucidità. Ne vale la pena.

Che siano regolabili

moto regolabile

Tra le aziende che producono leve regolabili, Lightech è tra le migliori

Qual è la prima operazione da effettuare quando si sale su una moto nuova? Magari quella che stai per ritirare, magari quella di un amico. Un aiuto: non è controllare se c’è benzina nel serbatoio, né tantomeno raddrizzare gli specchietti. La prima cosa da fare quando si sale su una moto nuova è regolare la distanza delle leve di freno e frizione. La distanza dev’essere tale da permetterti di poggiare sempre comodamente l’indice sulla leva e ripiegandolo tirarla con poca fatica, in qualunque occasione. Ecco perché le leve regolabili sono un ottimo investimento, se la tua moto non ne è provvista. Occhio anche all’angolazione: quando stai impugnando il manubrio, le leve devono essere in linea con l’inclinazione delle braccia. Altrimenti, ogni giro in moto si trasformerà in un’agonia per i tuoi polsi.

Sotto pressione

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Hai controllato le leve, gli specchietti, il livello dei liquidi, il tiro catena: sei pronto per partire, direzione Capo Nord!… E invece no. Prima di partire per Capo Nord (ma anche per l’ufficio), è buona norma controllare la pressione degli pneumatici. Non sempre: una volta al mese può bastare. Gomme sgonfie possono cambiare in maniera significativa il comportamento della moto, che può risultare pesante “gommosa” e con poca aderenza. Se per gonfiare gli pneumatici utilizzi il compressore dei benzinai, per misurare la pressione è meglio affidarsi a un manometro digitale (si trovano in vendita a pochi euro): quelli dei benzinai sono spesso maltrattati e possono fornire un dato sballato anche di mezzo bar.

Fallo protetto

Casco, giacca, paraschiena, guanti, pantaloni tecnici, stivali: così si va in moto!

Tutti abbiamo sgarrato qualche volta, ma chi ha già baciato l’asfalto lo sa: indossare abbigliamento tecnico è un dovere, non un’opzione! Quantomeno il minimo necessario: il casco, che sia omologato (meglio con la chiusura a doppio anello), paraschiena omologato (meglio ancora l’airbag da moto), giacca con protezioni su spalle e gomiti, pantaloni (i jeans in kevlar sono ottimi e si mimetizzano bene con i normali jeans), guanti (la prima cosa che poggia a terra in una caduta, solitamente, sono le mani) e le scarpe (esistono sneaker utilizzabili anche normalmente e che tuttavia hanno la suola rinforzata e le protezioni nella zona del malleolo). Fidatevi: una banale caduta può trasformarsi in un disastro, se non protetti.

Ripartire i compiti

La moto di Andrea Dovizioso ha il freno posteriore a pollice, sul manubrio sinistro sotto la frizione. Che dite, forse serve a qualcosa…?

Un furbo consiglio per qualunque situazione (anche e soprattutto per la guida in città) è frenare utilizzando anche il freno posteriore, troppo spesso non considerato. Il freno posteriore aiuta ad avere una guida fluida e più sicura: nelle frenate a moto dritta permette di mantenere l’assetto più stabile (“schiaccia” la moto, che altrimenti tende a impuntarsi). Come regola generale, la frenata corretta è ripartita 80% davanti e 20% dietro. Durante la percorrenza di una curva, invece, il freno posteriore permette di rallentare senza causare il fastidioso effetto autoraddrizzante di una frenata con il solo freno anteriore, o nel peggiore dei casi la chiusura dello sterzo, soprattutto nelle manovre a bassa velocità). E poi, pensateci bene: se davvero non servisse a nulla, tante aziende l’avrebbero già tolto …

Usa lo sguardo

“La moto va dove vanno gli occhi”. Una regola che vale anche per tanti altri sport e che con la moto è particolarmente vera. Meglio abituarsi subito a guardare dove si vuole andare e non dove si sta andando. Così, si disegnano traiettorie sicure, si evitano situazioni complicate, si riesce a condurre la moto e non il contrario. Da notare che più si procede spediti, più lo sguardo deve andare lontano, anticipando quelli che possono essere ostacoli o curve particolarmente insidiose. Se non ci credete, pensatela al contrario: se fissate intensamente un ostacolo (un tombino, una buca, l’anziana che attraversa le strisce pedonali a rallentatore…), ci andrete a sbattere quasi sicuramente. E questo è vero in bicicletta, figuriamoci in moto!

Delicati con l’acqua

Guidare con la pioggia non è mai troppo divertente in sella a una moto, ma prima o poi capita a tutti. Quindi, ecco un paio di consigli: innanzitutto porta sempre con te un completo antipioggia (alcuni occupano lo spazio di un marsupio), che l’acquazzone improvviso e imprevisto è sempre dietro l’angolo. In più, con asfalto bagnato i comandi che impartisci alla moto devono essere estremamente delicati, come se la moto fosse fragile. In particolar modo la frenata, in particolar modo se hai una moto senza ABS.

Precedenza, questa sconosciuta

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E qui, chi ha la precedenza? Nel dubbio, se siete in moto lasciatela agli altri…10 secondi in meno non vi cambiano la vita!

Un ultimo avviso, dedicato soprattutto a chi guida in città. Dare per scontata la precedenza può essere fatale. È un fatto curioso, eppure è empiricamente provato (dal vostro affezionatissimo…) che chi guida un’auto, spesso e volentieri, tiene in poca considerazione i motociclisti. O quantomeno, non ha la minima idea della dinamica di una moto, di quanto possa e non possa frenare, eseguire o meno certe manovre. Perciò, a rischio di prendersi qualche “vaffa”, anche se avete il verde dalla vostra è meglio rallentare (e guardate chi c’è e cosa sta facendo nelle auto ferme al rosso…), all’interno di una rotonda siate sempre pronti a intervenire (un’auto potrebbe fregarsene e mangiarsi la vostra precedenza) e così via. E se viaggiate di notte, il consiglio vale doppio.

Le migliori moto per i neopatentati A2

kawa z650

kawa ninja 650

ktm 390 duke

          KTM RC 390

KTM RC 390

suzuki van van 200

Le migliori moto per i neopatentati A2

Mai come in questo periodo il listino moto è stato ricco di proposte di media e piccola cilindrata. Ce n’è abbastanza perché i titolari di patente A2 abbiano l’imbarazzo della scelta e passino notti insonni, incerti se puntare su questo o quel modello. Per dare una mano ai neofiti e alla quota rosa sempre più in crescita abbiamo dunque selezionato le proposte più interessanti del mercato. La carrellata è in grado di soddisfare tutti i gusti, perché vi si trovano moto di ogni tipo, naked e carenate, crossover e custom. Ve le presento in rigoroso ordine alfabetico e nell’elenco si trovano tanto quelle moto che nascono già in origine con una potenza inferiore ai 35 kW (pari a 47,6 cv), quanto quelle che rispettano il limite solo dopo essere state depotenziate dalla Casa (partendo da una potenza massima iniziale inferiore ai 70 kW).

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Benelli TRK 502

La Benelli TRK 502 ha un look che richiama le best-seller di grande cilindrata e, pur senza essere molto originale, fa una gran scena. Le dimensioni generose non devono incutere troppo timore: il peso di 235 kg in ordine di marcia si controlla bene, grazie soprattutto alla sella alta 800 mm. A livello di finiture ci sono alti e bassi ma il prezzo di solo 5.990 euro è incredibilmente basso in rapporto alla dotazione. Di serie ci sono infatti ABS disinseribile, presa USB, parabrezza, deflettori, paramani, tubi paramotore, portapacchi e supporti per le borse Givi, che sono invece a richiesta. La moto è comoda, stabile e il motore bicilindrico da 48 cv ha anche un certo temperamento, messo ben in risalto dalle marce corte. Se si cerca una moto jolly, buona un po’ per tutte le occasioni, vale insomma la pena di farci un pensierino. Tre i colori disponibili: bianco, rosso scuro e grigio scuro metallizzati.

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Come scegliere la prima moto

ECCO COME SCEGLIERE LA PRIMA MOTODopo infiniti labirinti burocratici e complicate prove pratiche, anche tu sei entrato a far parte del fantastico mondo dei motociclisti: hai conseguito la patente A! Non importa la categoria (A1, A2 o A3): il tuo curriculum ora ti permette di guidare una moto. Già, ma quale? La risposta non è immediata. Devi sapere che perfino motociclisti con molte primavere (e milioni di chilometri) alle spalle ancora non hanno chiaro quale sia la loro moto ideale. Il motivo è che probabilmente non esiste una moto perfetta o, più semplicemente, è bello cambiare moto nel corso degli anni. Rimane però il fatto che, per chi comincia una carriera motociclistica, esiste una serie di accortezze che aiutano a scegliere la prima moto, una guida pratica per non sbagliare. Ecco i consigli per scegliere la prima moto (mentre qui trovi le migliori moto per neopatentati A2).

Deve piacere!

Diciamola tutta: la moto deve innanzitutto piacerti! Lasciando da parte i sogni proibiti, prendi in considerazione solamente moto che abbiano un senso estetico, che soddisfino i tuoi canoni di bellezza. Se di sfizio si tratta (e la moto lo è, altrimenti avremmo tutti lo scooter), allora che lo sia per davvero! Quindi, ecco il primo consiglio: lascia perdere le moto solo “utili” e “ragionate” e cercane una che ti aumenti il battito cardiaco ogni volta, anche solo osservandola. In qualunque caso, non te ne pentirai.

Quo Vadis

Ok, mettiamo che hai deciso che cosa NON comprare. Ma come restringere ancora di più il campo di ricerca? Uno dei consigli più indovinati è pensare al reale utilizzo che si farà della propria amata due ruote. Per esempio, non è molto furbo scegliere una sportiva se gran parte del tempo la passerai nel traffico della città; al contrario, una moto con i semimanubri sarà l’ideale per battere strade di montagna tutte curve e fare qualche bella sgambata in pista (dopo aver fatto un corso, consigliamo noi). Esistono anche moto che assolvono bene a compiti molto diversi: un ottimo esempio sono le maxi enduro (o enduro di media cilindrata) di oggi, non a caso le più vendute. Su strada sono confortevoli ma, all’occorrenza, possono diventare svelte come saette grazie a componenti meccaniche sofisticate e pacchetti elettronici molto completi. Si muovono con autorità anche su fondi sterrati, purché non ci si lasci intimorire dal loro peso importante.

Mono, “bici”, “trici” o “quadri”?

Il motore della NC700X

Un altro criterio per scegliere la prima moto può essere il numero di cilindri del motore. Sono stati scritti manuali d’ingegneria su quanto questo parametro influenzi la guida di una moto e possiamo dirti che… è tutto vero: la differenza tra guidare una monocilindrica e una moto a 4 cilindri è moltissima. Per fare un riassunto molto sbrigativo (andrebbero fatte le dovute eccezioni), possiamo affermare che le moto a uno e due cilindri hanno una guida più “nervosa”, ma anche molto emozionante: la potenza è disponibile da subito in gran quantità. Le moto a tre e quattro cilindri invece hanno un’erogazione più morbida, tendenzialmente vibrano meno e sono più immediate da imparare a guidare (anche per via del minor freno motore). Qui, la scelta è solo tua ma fai attenzione: scegliere il tipo di frazionamento del motore (ossia il numero di cilindri) riduce drasticamente il campo di moto disponibili.

Occhio alla bilancia!

“La voglio rossa, italiana, potente, affascinante”… Ok, ma hai guardato quanto pesa? Questo piccolo ma fondamentale numero riportato sulla scheda tecnica dev’essere più basso possibile. Per dare una cifra, diciamo al massimo 200 kg. Con il tempo, l’abilità di guida ti permetterà di guidare in scioltezza anche moto da 400 e passa chili, ma nei primi tempi il peso è solo un ostacolo, soprattutto nelle manovre a bassa velocità (tipiche della guida in città). La regola “meno è meglio” è una buona guida. Consigliatissime per le patenti A2 (leggi il nostro speciale) le moto di 300/400 cc. Sono leggere, hanno motori pimpanti e sono divertenti da guidare. Inutile depotenziare un camion: il peso resta, la potenza cala e con lei il divertimento. In questo caso piccolo è meglio.

Tutto sotto controllo

Un altro parametro da tenere sott’occhio è l’altezza. Quella generale della moto dà un’idea del baricentro. Più è basso, infatti, più la moto sarà facile e intuitiva da guidare. Altrettanto importante è l’altezza della sella: è fondamentale riuscire ad appoggiare sempre saldamente i piedi a terra, almeno all’inizio. Un’altra considerazione riguarda le dotazioni: le leve di frizione e freno anteriore regolabili nella distanza sono per noi imprescindibili, soprattutto per chi non ha dita bislunghe (e comunque, si possono acquistare dei kit aftermarket per pochi euro: valgono tutto l’investimento!). Infine, se compri un usato, scegli una moto con ABS (obbligatorio dal 2017 su tutte le moto nuove oltre i 125 cc): a differenza di quanto profetizzato da alcuni sedicenti guru della guida, i sistemi ABS (in particolare quelli moderni) sono ottimi compagni di viaggio, soprattutto sugli imprevedibili asfalti urbani come pavé o sampietrini. In questi casi, una frenata più decisa del solito senza ABS può essere fatale. Non è una questione di esperienza in questo caso. Nel panic stop non siamo mai abbastanza bravi.

Che sia usata

Una vecchia regola che si tramanda da generazioni, dice che la prima moto dev’essere acquistata usata. Toccando ferro, una caduta nel periodo di apprendistato, anche da fermo, è una probabilità, non un’eccezione. Meglio prevenire il dolore che può provocare la caduta di una luccicante moto nuova e utilizzare, almeno nei primi tempi, una moto usata. Con tutti gli scongiuri del caso!

Affari a due ruote

Quell’annuncio di moto usata che hai visto sembra interessante… e se invece fosse una fregatura? Come fare a capirlo? Semplice: si prendono i contatti e si va a visionarla dal vivo. Possibilmente con il classico amico fidato che “ne sa” (chi non ha un amico che ne sa?). Se proprio non hai un amico esperto, sappi che le cose da controllare non sono molte ma sono molto indicative: lo stato della trasmissione (la catena, la corona e il pignone) e dell’impianto frenante, eventuali segni di caduta sulla carena o su altre parti meccaniche (forcella, forcellone, estremità del manubrio e carter) e l’usura delle gomme. Tutti utili indizi che spesso, in foto, non si vedono ma che sono essenziali per distinguere un buon affare da una fregatura…oppure ti consentono di contrattare un po’ il prezzo.

Come i ragionieri

Ok, mangiando pane e acqua hai faticosamente messo via il tesoretto necessario a comprarti la moto… ma ho una brutta notizia per te: non basta. Al prezzo di acquisto della moto, infatti, bisogna aggiungere almeno altri 1.000 euro di costi accessori. Costi che comprendono l’assicurazione (quelle online sono le più economiche), il passaggio di proprietà (circa 100 euro) ma soprattutto l’abbigliamento tecnico. E in questo ambito è meglio non andare al risparmio: spendere 100 euro in più per un casco piuttosto che un altro non significa buttare via i soldi (se la qualità è migliore, chiaramente). Lo stesso discorso vale per la giacca, i pantaloni, gli stivali (o scarpe), i guanti, il paraschiena… parola di chi ci è passato. Quindi, fai bene i conti!

L’articolo “Come scegliere la prima moto” proviene da RED Live.