Come iniziare a guidare la moto

QUALCHE CONSIGLIO PER INIZIARE A GUIDARE LA MOTO

Ce l’hai fatta! Alla fine hai fatto la patente A, hai comprato la moto e sei tutto un fremito all’idea della libertà che potrà darti la moto. Scendi in garage, accendi la tua belva e un po’ tentennante molli la frizione e parti. Sulla rampa del box trattieni il fiato e t’irrigidisci come un riccio in pericolo, ma con una zampata felina rimani in piedi. Fai finta di nulla. Ti butti nel traffico come un ubriaco, schivi un paio di rispettabili anziane sulle strisce (che non perdono occasione di lanciarti qualche anatema) e per un soffio eviti un frontale con un bus di linea. Ti era scappata la frizione. Insomma invece che divertirti, stai rischiando la pelle a ogni semaforo e con la moto ti senti a tuo agio come a un convegno di alcolisti anonimi. Eppure, tutti i tuoi amici ti avevano promesso divertimento… Che succede?

in piedi

Se anche tu hai avuto queste sensazioni, tranquillo: non sei uno sfigato, hai solo bisogno di fare pratica. Tutti hanno imparato da qualche parte, tutti hanno tirato per la prima volta una frizione, tutti si sono sentiti fuori luogo (almeno all’inizio) guidando la moto.

Devi stare calmo

Hai la moto accesa, il traffico ti spinge e ti si è incastrato un dito nel guanto… Situazione che può capitare, più spesso di quanto t’immagini. Quello che ti posso dire è: calmati e rilassati. In moto, nulla è più dannoso della fretta. Quindi: quando è il momento di partire prenditi sempre un minuto in più del dovuto per tutte le operazioni necessarie (allacciare bene il casco, sistemare i guanti ecc.), che dovrai effettuare una per volta. Col tempo certe necessità diventeranno rapide abitudini, ma per un novello è tutto nuovo: tieni sempre bene a mente la lista di cose da fare. E se sei nel traffico e la situazione volge al peggio, rimani lucido/a: una clacsonata di un’auto non può farti del male, la fretta e l’ansia invece sì. Se invece sei stanco/a o stai facendo troppa fatica, meglio che parcheggi la moto e ti fermi qualche istante a riprendere forze e lucidità. Ne vale la pena.

Che siano regolabili

moto regolabile

Tra le aziende che producono leve regolabili, Lightech è tra le migliori

Qual è la prima operazione da effettuare quando si sale su una moto nuova? Magari quella che stai per ritirare, magari quella di un amico. Un aiuto: non è controllare se c’è benzina nel serbatoio, né tantomeno raddrizzare gli specchietti. La prima cosa da fare quando si sale su una moto nuova è regolare la distanza delle leve di freno e frizione. La distanza dev’essere tale da permetterti di poggiare sempre comodamente l’indice sulla leva e ripiegandolo tirarla con poca fatica, in qualunque occasione. Ecco perché le leve regolabili sono un ottimo investimento, se la tua moto non ne è provvista. Occhio anche all’angolazione: quando stai impugnando il manubrio, le leve devono essere in linea con l’inclinazione delle braccia. Altrimenti, ogni giro in moto si trasformerà in un’agonia per i tuoi polsi.

Sotto pressione

michelin

Hai controllato le leve, gli specchietti, il livello dei liquidi, il tiro catena: sei pronto per partire, direzione Capo Nord!… E invece no. Prima di partire per Capo Nord (ma anche per l’ufficio), è buona norma controllare la pressione degli pneumatici. Non sempre: una volta al mese può bastare. Gomme sgonfie possono cambiare in maniera significativa il comportamento della moto, che può risultare pesante “gommosa” e con poca aderenza. Se per gonfiare gli pneumatici utilizzi il compressore dei benzinai, per misurare la pressione è meglio affidarsi a un manometro digitale (si trovano in vendita a pochi euro): quelli dei benzinai sono spesso maltrattati e possono fornire un dato sballato anche di mezzo bar.

Fallo protetto

Casco, giacca, paraschiena, guanti, pantaloni tecnici, stivali: così si va in moto!

Tutti abbiamo sgarrato qualche volta, ma chi ha già baciato l’asfalto lo sa: indossare abbigliamento tecnico è un dovere, non un’opzione! Quantomeno il minimo necessario: il casco, che sia omologato (meglio con la chiusura a doppio anello), paraschiena omologato (meglio ancora l’airbag da moto), giacca con protezioni su spalle e gomiti, pantaloni (i jeans in kevlar sono ottimi e si mimetizzano bene con i normali jeans), guanti (la prima cosa che poggia a terra in una caduta, solitamente, sono le mani) e le scarpe (esistono sneaker utilizzabili anche normalmente e che tuttavia hanno la suola rinforzata e le protezioni nella zona del malleolo). Fidatevi: una banale caduta può trasformarsi in un disastro, se non protetti.

Ripartire i compiti

La moto di Andrea Dovizioso ha il freno posteriore a pollice, sul manubrio sinistro sotto la frizione. Che dite, forse serve a qualcosa…?

Un furbo consiglio per qualunque situazione (anche e soprattutto per la guida in città) è frenare utilizzando anche il freno posteriore, troppo spesso non considerato. Il freno posteriore aiuta ad avere una guida fluida e più sicura: nelle frenate a moto dritta permette di mantenere l’assetto più stabile (“schiaccia” la moto, che altrimenti tende a impuntarsi). Come regola generale, la frenata corretta è ripartita 80% davanti e 20% dietro. Durante la percorrenza di una curva, invece, il freno posteriore permette di rallentare senza causare il fastidioso effetto autoraddrizzante di una frenata con il solo freno anteriore, o nel peggiore dei casi la chiusura dello sterzo, soprattutto nelle manovre a bassa velocità). E poi, pensateci bene: se davvero non servisse a nulla, tante aziende l’avrebbero già tolto …

Usa lo sguardo

“La moto va dove vanno gli occhi”. Una regola che vale anche per tanti altri sport e che con la moto è particolarmente vera. Meglio abituarsi subito a guardare dove si vuole andare e non dove si sta andando. Così, si disegnano traiettorie sicure, si evitano situazioni complicate, si riesce a condurre la moto e non il contrario. Da notare che più si procede spediti, più lo sguardo deve andare lontano, anticipando quelli che possono essere ostacoli o curve particolarmente insidiose. Se non ci credete, pensatela al contrario: se fissate intensamente un ostacolo (un tombino, una buca, l’anziana che attraversa le strisce pedonali a rallentatore…), ci andrete a sbattere quasi sicuramente. E questo è vero in bicicletta, figuriamoci in moto!

Delicati con l’acqua

Guidare con la pioggia non è mai troppo divertente in sella a una moto, ma prima o poi capita a tutti. Quindi, ecco un paio di consigli: innanzitutto porta sempre con te un completo antipioggia (alcuni occupano lo spazio di un marsupio), che l’acquazzone improvviso e imprevisto è sempre dietro l’angolo. In più, con asfalto bagnato i comandi che impartisci alla moto devono essere estremamente delicati, come se la moto fosse fragile. In particolar modo la frenata, in particolar modo se hai una moto senza ABS.

Precedenza, questa sconosciuta

precedenza

E qui, chi ha la precedenza? Nel dubbio, se siete in moto lasciatela agli altri…10 secondi in meno non vi cambiano la vita!

Un ultimo avviso, dedicato soprattutto a chi guida in città. Dare per scontata la precedenza può essere fatale. È un fatto curioso, eppure è empiricamente provato (dal vostro affezionatissimo…) che chi guida un’auto, spesso e volentieri, tiene in poca considerazione i motociclisti. O quantomeno, non ha la minima idea della dinamica di una moto, di quanto possa e non possa frenare, eseguire o meno certe manovre. Perciò, a rischio di prendersi qualche “vaffa”, anche se avete il verde dalla vostra è meglio rallentare (e guardate chi c’è e cosa sta facendo nelle auto ferme al rosso…), all’interno di una rotonda siate sempre pronti a intervenire (un’auto potrebbe fregarsene e mangiarsi la vostra precedenza) e così via. E se viaggiate di notte, il consiglio vale doppio.